In barca sul Tonle Sap

La tipica casa cambogiana nella zona del Tonle Sap è un bungalow rialzato da terra tipo palafitta o ha comunque un piano terra praticamente vuoto, giusto per far capire quello che deve essere il suolo nella stagione delle piogge. Praticamente qui arrivano a casa a guado… sempre che siano riusciti a uscirne. Poi ci sono anche quelli che vivono proprio sull’acqua.

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Si tratta degli abitanti dei famosi villaggi galleggianti del Tonle Sap, che in realtà sono semmai villaggi su palafitte, ma tant’è, sempre sull’acqua sono e decidiamo che in fondo meritano una visita, tanto per spezzare la maratona di templi che abbiamo in mente di fare.

Dopo aver vagliato varie possibilità di arrivarci con mezzi autonomi decidiamo che il modo più semplice per fare un giro in uno dei villaggi su palafitte del Tonle Sap è aggregarsi ad una gita organizzata di quelle che partono tutti i giorni. La scelta si rivela felice, se non altro perché finalmente agganciamo una guida in grado di parlare un inglese più che dignitoso. Finalmente possiamo fare qualche domanda e sperare in una risposta.

La nostra guida si presenta come Cherry. Sicuramente un soprannome per farsi ricordare dai turisti… e funziona. Il Cherry bus diventa il nostro punto di riferimento. Ci immedesimiamo nel nostro ruolo di pecorelle dietro al pastore e raggiungiamo il lago, dove le barche sono ora tutte parte di un consorzio, lavorano a rotazione e non si può scegliere con chi andare. Come ci avverte Cherry “sometimes we get a crazy boat”. Ma anche stavolta abbiamo fortuna. Il nostro giovane barcaiolo non parla molto, ma fa il suo dovere. La barca barcolla ma non molla e piano piano ci porta ondeggiando verso Kompong Pluk.

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La prima sensazione è che il villaggio sia più grande di quanto pensavamo. Ci aspettavamo tre casette in croce, invece le costruzioni sul palafitte sono parecchie. Le casette sull’acqua appartengono soprattutto a vietnamiti, che in Cambogia pare non possano possedere terra. Qualcuna è anche particolarmente carina, con fiori e decorazioni, altre … no!

Tra le costruzioni sull’acqua si fanno notare una scuola, un ospedale e c’è pure una chiesa, opera di un missionario che per un paio d’anni ha cercato di evangelizzare il villaggio. Porello! Questi già mischiano due religioni, gli ci mancavi giusto te con la terza!

Dopo un giretto lungo il canale principale approdiamo all’isoletta con tempio e scuola. Cherry ci mette in guardia su possibili tentativi di farci comprare libri e penne per i bambini. “Non ci cascate. Ormai di penne e quaderni ne hanno anche troppi. Non ne hanno bisogno. Ma c’è sempre chi ci prova.”

Tesoro, da noi c’è gente che vende monumenti e autostrade… figuriamoci se ci impressiona un po’ di cancelleria!

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Come da programma del tour scatta anche il giro per la foresta allagata, gestito dal secondo consorzio del villaggio, quello delle donne. Una lobby in camicia a fiori e cappellino con parapolvere, immancabile accessorio di ogni cambogiana doc, anche di quelle acquatiche.
Ci saranno una quarantina di donne di varie età. Alcune ti portano in giro, altre stazionano su barche-negozio e tentato anche loro di convincerti a comprare da bere o prender banane per le scimmie. Ok, un po’ di circo per turisti ce lo dovevamo aspettare, ma in fondo è anche abbastanza contenuto. Il giro tutto sommato è piacevole. Gli alberi sommersi suggestivi. Siamo Non finiamo in acqua cercando di scendere dalla barca quindi… tutto alla grande!

Riconosco anche una piantina acquatica che avevo comprato anni fa a ben 8 Euro e che in pratica qui é la gramigna di zona. Buffo come cambia il valore delle cose con la distanza.

Lasciandoci alle spalle il bar galleggiante, passiamo oltre per andare a vedere il tramonto sul lago insieme ad altre tremila imbarcazioni. Per motivi ignoti i colori in foto sono spettacolari. Dal vivo… normali.

Misteri della fotocamera del mio cellulare.

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È mentre tutti fanno foto, il nostro capitano cede il posto a qualcuno con più esperienza e va a riposarsi a prua prima di riaccompagnarci verso la terraferma e il nostro cherry-bus.

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